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5120 stream procssors per Navi 21, la prossima scheda Radeon top di gamma di AMD

5120 stream procssors per Navi 21, la prossima scheda Radeon top di gamma di AMD

Nel corso degli ultimi mesi del 2020 vedremo al debutto nuovi prodotti nel settore delle schede video, destinati a cambiare in misura radicale lo scenario complessivo di mercato. Saranno le nuove schede NVIDIA GeForce RTX della famiglia 3000 le prime a debuttare, presumibilmente verso la fine dell’estate, con i prodotti top di gamma che saranno seguiti da quelli di fascia mainstream (GeForce RTX 3060, per dare un riferimento) più probabilmente tra fine 2020 e inizio 2021.

AMD seguirà con il debutto delle prime schede video della famiglia Radeon basate su architettura RDNA2, adottata dalle GPU Navi implementate nelle schede Radeon RX 5000 ora in commercio.

Navi 21 è il nome in codice della GPU top di gamma che AMD utilizzerà per la scheda indicata in modo informale dalla stessa AMD come “big Navi”, cioè la proposta di fascia più alta tra le schede Radeon destinate ai videogiocatori. Questa GPU è indicata anche con il nome in codice di “Sienna Cichlid” da varie indiscrezioni emerse online. Non abbiamo al momento a disposizione le specifiche tecniche di questo prodotto ma è ipotizzabile, stando a varie indiscrezioni apparse online, che Navi 21 possa essere dotato al proprio interno di 80 Compute Unit grazie alle quali metterebbe a disposizione ben 5120 stream processors: se confermato si tratterebbe di un valore doppio rispetto a quello delle schede Radeon RX 5700XT basate su GPU Navi 10.

Ipotizzando una frequenza di clock di 1.700MHz per questa CPU con tali specifiche si otterrebbe una potenza di calcolo massima teorica di ben 17,5 TFLOPS. Presumibile che per ottenere questo risultato sia necessario abbinare alla scheda un TDP di 300 Watt, valore che è del resto uno standard per le proposte di fascia più alta dedicate ai videogiocatori.

Sappiamo con ragionevole certezza che Navi 21 sarà costruito con tecnologia produttiva a 7 nanometri e che per la prima volta in GPU AMD implementerà il supporto hardware alle tecniche di Ray Tracing. Dovrebbe migliorare l’efficienza energetica rispetto a quanto registrato con la prima generazione di GPU della famiglia Navi, mentre dal versante memoria video potrebbero venir adottate le tecnologie GDDR6 e HBM2 a seconda delle specifiche versioni di scheda e del target di riferimento.

Al momento, è bene ricordarlo, si tratta solo di indiscrezioni non confermate in alcun modo da AMD. Ne emergeranno sicuramente delle altre nel corso delle prossime settimane, come abitudine all’approssimarsi del debutto commerciale di nuove generazioni di architetture hardware: di certo sarà un autunno molto interessante per tutti gli appassionati di schede video.

Nuovi loghi e branding per i futuri processori Intel?

Nuovi loghi e branding per i futuri processori Intel?

Intel avrebbe registrato nuovi loghi da utilizzare per i propri futuri prodotti, da adottare presumibilmente per le prossime generazioni di soluzioni della famiglia Core. E’ bene ricordare che le aziende sono solite registrare marchi e loghi anche quando questi non verranno poi utilizzati in prodotti in vendita sul mercato: quelli qui raffigurati, come anticipato via twitter da momomo_us, sono stati registrati nei giorni scorsi.

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I nuovi loghi riprendono un design decisamente più squadrato di quelli attualmente in uso, evidenziando il brand Core e le specifiche versioni di processore (i3, i5 e via discorrendo). Non manca anche una indicazione del brand Intel EVO, del quale per la prima volta si sente parlare: l’indicazione “powered by Core” lascia pensare che si tratti di una proposta CPU di nuova generazione, o di una piattaforma nella quale rientrano componenti CPU della famiglia Core.

Non sappiamo se Intel adotterà questo nuovo branding in futuri prodotti, già a partire dal lancio dei nuovi processori Tiger Lake (Core di undicesima generazione) atteso per il mese di settembre. Il brand “EVO powered by Core” porta a pensare che possa venir abbinato ai processori Alder Lake: si tratta di proposte per sistemi desktop che abbinano core ad elevata potenza a core più piccoli, pensati per garantire la massima efficienza possibile.

Intel offre già ora un processore di questo tipo con Lakefield, proposta per sistemi notebook che affianca un core Sunny Cove ad elevata potenza a 4 core della serie Tremont per una più elevata efficienza complessiva.

Il nuovo branding potrebbe anche debuttare con le soluzioni Rocket Lake-S, nome che identifica i processori Core per sistemi desktop attesi per l’inizio del 2021: per queste CPU verrà mantenuta la tecnologia produttiva a 14 nanometri che già caratterizza tutti i processori Intel della serie Core per sistemi desktop.

Wiko View4 Lite, smartphone a meno di 120 euro per chi non ha grandi esigenze. La recensione

Wiko View4 Lite, smartphone a meno di 120 euro per chi non ha grandi esigenze. La recensione

Per chi è alla ricerca di uno smartphone economico con un’ottima autonomia operativa la View 4 Collection di Wiko potrebbe fare molto comodo. Si tratta di smartphone essenziali, con hardware di fascia bassa e batterie di generose dimensioni, con un prezzo di listino di massimo 160€. Il modello entry-level è Wiko View4 Lite e, a fronte di una batteria da 4.000mAh, costa solamente 130€ di listino e online può essere acquistato a circa 120€. Lo abbiamo provato ed ecco come si comporta.

Wiko View4 Lite
Wiko View4
OS (al lancio)
Android 10 con HiOS 5.5
Android 10 con HiOS 5.5
Processore
MediaTek Helio A25 a 12-nm
4 x Cortex-A53 @ 1,8 GHz
4 x Cortex-A53 @ 1,4 GHz
MediaTek Helio A25 a 12-nm
4 x Cortex-A53 @ 1,8 GHz
4 x Cortex-A53 @ 1,4 GHz
Memorie
2 GB di RAM
32 GB Espandibili via microSD
3 GB di RAM
64 GB Espandibili via microSD
Display

6,52″ LCD IPS (20:9)
1600×720 px (269 PPI)

6,52″ LCD IPS (20:9)
1600×720 px (269 PPI)

Fotocamere

Retro:
Normale: 13 MP
Ultra-wide: 5 MP
Depth: 2 MP

Video Full HD @ 30 fps

Fronte:
Normale: 8 MP

Retro:
Normale: 13 MP
Ultra-wide: 5 MP
Depth: 2 MP

Video Full HD @ 30 fps

Fronte:
Normale: 8 MP

Extra

4G LTE-A
Wi-Fi n
Bluetooth 4.2
Dual SIM (Nano)

4G LTE-A
Wi-Fi n
Bluetooth 4.2
Dual SIM (Nano)

Porte
Micro-USB
Jack audio 3.5 mm
Micro-USB
Jack audio 3.5 mm
Batteria Dimensioni
166 x 76 x 8,8 mm
166 x 76 x 8,8 mm
Peso
174 grammi
180 grammi
Windows 10, rilasciata nuova Beta con tonnellate di novità: eccole tutte

Windows 10, rilasciata nuova Beta con tonnellate di novità: eccole tutte

Microsoft ha di recente rilasciato Windows 10 Insider Preview build 19042.421 sul canale Beta che, a differenza della maggior parte degli aggiornamenti presentati sul canale, contiene tantissime nuove funzionalità. La sorpresa è che molte di queste dovrebbero essere introdotte su Windows 10 20H2, l’aggiornamento previsto per la seconda parte dell’anno con pochissime novità. In realtà alcune novità sul piano delle funzionalità le vedremo, e quelle appena arrivate nel canale Beta potrebbero essere alcune di esse.

Una nuova modifica fondamentale sarà presente ad esempio sul Menu Start, come avevamo visto sul canale Dev, pensato per essere più coerente con il tema in uso e implementato con colori più uniformi tra i vari elementi. Fra le novità avremo anche la possibilità di usare la shortcut di navigazione Alt+Tab non solo fra le app aperte, ma anche fra le tab del browser Edge. Le novità dell’ultima build Beta sono parecchie, alcune identiche a quelle che avevamo visto sul canale Dev, e le elenchiamo qui di seguito così come segnalate sul changelog ufficiale.

Riquadri coerenti con il tema su Menu Start

Il menu Start avrà un design più snello che “rimuove i tile di colore solido dietro i loghi nell’elenco delle app e applica uno sfondo uniforme e parzialmente trasparente ai tile”, scrive l’azienda. Questo design crea una base di più bell’aspetto per le app presenti nel Menu, in particolare per le icone Fluent Design per Office e Microsoft Edge, nonché per le icone ridisegnate per le app integrate come Calcolatrice, Posta e Calendario che sono state rilasciate negli scorsi mesi.

Il nuovo design può essere impiegato sia per il tema scuro che per quello chiaro, ma per attivarlo sul tema scuro sarà necessario abilitare l’opzione “Mostra il colore dell’accento sulle superfici seguenti” per “Start, la barra delle applicazioni e centro notifiche” in Impostazioni > Personalizzazione > Colore.

Alt+Tab fra le app e i siti web

Con la nuova build inizieranno a comparire tutte le tab aperte su Microsoft Edge nella schermata Alt+Tab, con l’obiettivo – secondo l’azienda – di consentire di “tornare rapidamente a tutto ciò che si stava facendo, ovunque lo si stava facendo”. L’esperienza tradizionale dell’Alt + Tab può essere ripristinata da Impostazioni> Sistema> Multitasking. Per un approccio parziale, invece, è possibile configurare Alt + Tab per mostrare solo le ultime tre o cinque tab.

Barra delle applicazioni personalizzata per gli utenti

La prima installazione del sistema operativo offrirà una barra delle applicazioni più personalizzata al primo avvio. L’obiettivo è “aiutare a ottenere il massimo dal PC fin dal primo giorno” e consente di sfruttare i dati presenti nell’infrastruttura cloud dell’azienda per ogni utente in modo da offrir loro un’esperienza personalizzata nella barra delle applicazioni già al primo avvio. Ci saranno dei layout predefiniti, con icone diverse sulla base dell’uso da parte dell’utente di servizi come Xbox Live su PC da gioco, o di dispositivi Android, con app diverse scelte (o scartate) per la barra delle applicazioni. La funzione è in fase di perfezionamento e potrà essere modificata sulla base dei feedback degli utenti.

Altre novità

La nuova build porta con sé diverse altre funzionalità, che potete trovare nella pagina ufficiale del blog Microsoft. Fra queste avremo miglioramenti nei siti preferiti di Microsoft Edge, nella gestione delle notifiche del sistema operativo, nelle Impostazioni e nella modalità tablet sui dispositivi 2-in-1. Come abbiamo già scritto queste novità dovrebbero raggiungere tutti gli utenti nelle versioni stabili di Windows 10 con il rilascio della versione 20H2, attesa al debutto negli ultimi mesi dell’anno.

Google, raccolti dati da app di terze parti per migliorare i propri servizi? Le accuse

Google, raccolti dati da app di terze parti per migliorare i propri servizi? Le accuse

Nuova tegola su Google per quanto riguarda la gestione dei dati delle app di terze parti su Android. Secondo quanto riporta The Information, un programma interno noto come Android Lockbox avrebbe consentito ai dipendenti dell’azienda di accedere a dati su come gli utenti interagiscono con app e servizi di terze parti, il tutto attraverso i Google Mobile Services preinstallati sulla maggior parte dei dispositivi Android. Google ha così avuto accesso a informazioni sensibili, come ad esempio quanto spesso gli utenti hanno utilizzato un’app e per quanto tempo.

Ancor più grave il presunto movente: secondo le fonti queste informazioni sono state utilizzate per tenere sotto controllo i concorrenti dei servizi proprietari, come ad esempio per monitorare l’utilizzo di Facebook e di Instagram, e si pensa anche che Google abbia usato i dati per pianificare il lancio di Shorts, l’alternativa proprietaria di TikTok. I dipendenti di Google devono comunque richiedere l’autorizzazione per visualizzare questi dati in alcuni casi, e le richieste non sempre vengono accettate. Secondo la fonte Android Lockbox ottiene le informazioni più utili quando gli utenti accettano di condividere i dati con Google durante la prima configurazione di Android.

Questi dati consentono a Google di offrire un’esperienza personalizzata, secondo quanto si legge nella stessa schermata di scelta, ma The Information afferma che ricevendoli Google può sfruttare le informazioni per competere in maniera più efficace con gli avversari di mercato. In risposta all’articolo Google ha ammesso di avere accesso ai dati di utilizzo delle app concorrenti, ma ha affermato che il programma è pubblico e che anche altri sviluppatori possono accedere ad informazioni simili. Tuttavia, è lecito supporre che la mole di dati raccolta da Google non sia neanche paragonabile, visto che può attingere da qualsiasi dispositivo con i Google Mobile Services, mentre i singoli sviluppatori possono ottenere i dati solo dai telefoni su cui sono state installate le loro app.

Google ha dichiarato che i dati non forniscono informazioni su come le persone utilizzino le singole app e sono anonimi, quindi non consentono di riconoscere l’identità del singolo utente. L’azienda ha inoltre specificato che la raccolta di dati viene indicata agli utenti, e che questi ultimi hanno libero controllo sulle operazioni potendole gestire in maniera capillare. Google utilizza delle API disponibili anche agli sviluppatori di terze parti, utili non solo per migliorare i servizi, ma anche per offrire informazioni utili ai sistemi di risparmio energetico in modo da allocare intelligentemente le risorse alle app utilizzate più di frequente, o per le funzionalità di benessere digitale o per migliorare la ricerca delle app su Google Play Store.

Le nuove accuse arrivano in un momento in cui Google è sotto i riflettori dell’antitrust americana, con Sundar Pichai che deve testimoniare al Congresso. Nel frattempo anche il Dipartimento di Giustizia pare essere intenzionato ad aprire un fascicolo antitrust ai danni dell’azienda, ma in ogni caso si tratta di indagini concentrate sui business di ricerca e di pubblicità, non su eventuali pratiche commerciali scorrette con Android. Google non è l’unica società che è stata accusata di aver tentato di raccogliere dati dai telefoni sui servizi concorrenti. Nel 2017, un’indagine del Wall Street Journal affermava che Facebook aveva utilizzato un servizio VPN di sua proprietà, Onavo, per monitorare i servizi concorrenti e pianificare le sue acquisizioni. L’app è stata chiusa nel 2019.

Lenovo Legion Phone Duel è il nuovo smartphone da gioco con Snapdragon 865 Plus

Lenovo Legion Phone Duel è il nuovo smartphone da gioco con Snapdragon 865 Plus

Lenovo ha tolto i veli da Lenovo Legion Phone Duel, nuovo smartphone da gioco pensato per essere utilizzato anche in modalità orizzontale. Lo smartphone offre la possibilità di scegliere sei temi differenti con colori e icone su temi amati dai gamer, e presenta il processore Qualcomm Snapdragon 865 Plus con pieno supporto alle reti 5G e a download da oltre 2Gbps.

E’ presente anche una modalità “home” che consente di inviare contenuti o giocare su un monitor esterno o un TV, anche con mouse e tastiera wireless, ed è possibile giocare con accessori vari via cavo attraverso una dock da acquistare separatamente. Lenovo Legion Phone Duel vuole portare su smartphone l’esperienza di gioco delle console attraverso strumenti virtuali, funzionalità per il gaming e una batteria ottimizzata. Sono presenti un joystick virtuale e due trigger a ultrasuoni, abbinati a un doppio motore a vibrazione che intende fornire un feedback realistico per un’immersione più profonda nel gameplay.

Dopo ROG Phone 3 (qui trovate la recensione completa di ROG Phone 3), Lenovo è tra i primi a presentare un dispositivo basato sulla piattaforma mobile 5G Qualcomm Snapdragon 865 Plus compatibile con le feature Snapdragon Elite e con le reti di nuova generazione. La piattaforma viene abbinata a una RAM LPDDR5 di fino a 16 GB e un massimo di 512GB di spazio di archiviazione su memorie veloci UFS 3.1.

Il display è un AMOLED da 6,65 pollici a risoluzione Full HD (2340 x 1080) con frequenza di aggiornamento di 144Hz, con una frequenza di campionamento dei comandi touch di 240Hz per impedire il più possibile l’input lag. La batteria a doppia cella offre un amperaggio complessivo di 5.000mAh: ogni cella è stata posizionata nelle aree di presa del giocatore, a sandwich rispetto la scheda centrale, in modo da ripartire al meglio il peso delle componenti all’interno dello smartphone e far sì che l’utente tocchi lo smartphone nei punti in cui non si concentra il calore.

La ricarica dello smartphone Lenovo può contare su un adattatore da massimo 90W, da collegare su entrambe le porte contemporaneamente per offrire la migliore velocità di carica: questo consente di ottenere da zero fino al 50% di carica in soli 10 minuti e una carica completa in 30 minuti.

Lo smartphone presenta poi due altoparlanti stereo frontali e diverse funzionalità gaming personalizzabili con Lenovo Legion Assistant. Fra queste vibrazioni tattili dinamiche, un sensore giroscopico rileva i movimenti e le variazioni complesse di orientamento per ottimizzare l’esperienza di gioco, ad esempio per prendere la mira o per spostare i personaggi in una direzione diversa.

Questi segnali tattili su schermo sono mappati su sensori giroscopici che inviano continuamente dati al driver del display ottenendo rotazioni fluide e l’esecuzione di comandi durante il gioco. Basta inclinare e ruotare il telefono per prendere la mira o utilizzarlo come volante nel tuo gioco di guida preferito. Vi sono poi le funzioni Audio to Vibration (A2V), uno strumento che analizza i segnali audio provenienti dal gioco in modo da abilitare le simulazioni associate, consentendoti di sentire suoni e vibrazioni sul lato desto se ad esempio la vettura è stata colpita su quel lato.

Lo smartphone pesa 239 grammi e misura 9,9 mm nel suo punto più spesso, e naturalmente non possono mancare gli effetti di illuminazione RGB programmabili per l’icona Y di Lenovo Legion e per il retro della fotocamera selfie pop-up, che è anch’essa ad orientamento orizzontale e con un sensore da 20MP. L’utente può anche programmare l’illuminazione per farla cambiare dinamicamente a seconda degli effetti in-game. Sono quattro, poi, i microfoni integrati con cancellazione del rumore.

Sulla parte posteriore troviamo due fotocamere: una da 64Mpixel con obiettivo grandangolare, l’altra da 16Mpixel con ultra grandangolare.

Prezzi e disponibilità

La disponibilità di Lenovo Legion Phone Duel dovrebbe essere prevista nelle prossime settimane in Cina, dove si chiamerà Lenovo Legion Phone Pro, con lo smartphone che apparirà anche in alcuni paesi europei. Non sappiamo ancora quali saranno la disponibilità e le tempistiche di rilascio specifiche per i vari paesi, né il prezzo al pubblico.