All’inizio di quest’anno tra le tendenze più in vista del CES 2019 c’è stata sicuramente quella delle tecnologie Audio a 360°, che promettono, con cuffie di tipo normale, prestazioni di virtualizzazione degli ambienti sonori davvero immersive. Alla pagina che vi ho segnalato nella precedente frase trovate il mio articolo in merito, con gli incontri con Creative, Sony e Audeze.

Proprio la demo della nuova tecnologia Super X-Fi di Creative era stata una delle più interessanti. Come vi avevo raccontato direttamente da Las Vegas, la dimostrazione era stata incredibile, tanto da farmi togliere le cuffie, a un certo punto, pensando che i suoni che sentivo provenissero dagli altoparlanti esterni.

Così come avviene per la soluzione Sony (diversa poi però nella fruizione dei file audio, che necessitano di essere rimasterizzati in formato audio posizionale), tutto inizia con l’analisi della forma delle orecchie. Bastano tre foto: una frontale del viso e una per ciascun orecchio. Infatti il padiglione auricolare esternamente è composto da due parti ricurve, l’elice – più esterna – l’antielice – più interna. Vi sono due sporgenze, chiamate trago e antitrago, che tendono a coprire il meato acustico esterno; la conca, poi, è la regione concava da cui si accede al condotto uditivo esterno. Tutti questi tessuti, con la loro forma, influenzano il modo con cui un individuo percepisce i suoni, creando rimbalzi e assorbimenti.

Sapendo la forma delle orecchie è possibile ricostruire come ogni orecchio sente e virtualizzare il suono in modo che a livello cerebrale venga percepito non come proveniente dai padiglioni delle cuffie, ma dall’ambiente esterno. Come dicevo, l’esperienza della demo Creative è stata incredibile, anche se in quel caso utilizzando sia il profilo costruito con le fotografie dall’app, sia quello, più preciso, creato in loco ascoltando dei suoni campione con piccoli microfoni inseriti nelle orecchie (come degli auricolari in-ear). Soprattutto nei contesti di visione di contenuti cinematografici il llivello di immersività risultava altissimo.

Creative SX-FI AMP era il prodotto che è stato presentato contestualmente. Ha dovuto ricevere qualche aggiornamento firmware per essere pienamente utilizzabile e anche l’app Android ha necessitato di un rodaggio abbastanza lungo. Ma nel corso di questo 2019 l’ho utilizzato molto spesso come DAC portatile. Nonostante le dimensioni compatte il piccolo SX-FI Amp è un prodotto dalle grandi potenzialità. Collegato tramite la porta USB-C integrata a smartphone Android e a computer Windows e Mac, ma anche PS4 e Nintendo Switch è un DAC esterno con USB asincrono a jitter ridotto.

Misura 67mm in lunghezza e 17,5mm di larghezza, pesa solo 15 grammi, ma ha un amplificatore che supporta cuffie con impedenze elevate fino a 600 Ohm, con potenza massima in uscita a quel valore di impedenza di 26 mW. L’amplificatore SXFI AMP sfrutta un DAC separato AKM 4377 da 32 bit di alta qualità a 128 dB, che punta a fornire la massima fedeltà audio con un SNR fino a 120 dB e un THD dello 0,0003%. Supporta in ingresso i formati 2.0/5.1/7.1 canali fino a 24 bit/96 kHz. Non richiede driver per l’utilizzo, è completamente plug&play. App e programmi su PC sono necessari se si vuole accedere alla personalizzazione del dispositivo.

L’app è necessaria per creare il proprio profilo personale, sfruttando la fotocamera per riprendere le tre immagini necessarie. Una volta caricato il profilo SX-FI AMP può essere utilizzato su qualsiasi dispositivo e con un tasto la virtualizzazione dei suoni a 360° può essere attivata e disattivata. Quando connesso all’app è possibile anche modificare l’equalizzazione e caricare il profilo preimpostato di una ampia gamma di cuffie.

Non solo quelle Creative ed E-MU (azienda di cuffie Hi-Fi costruite con materiali pregiati acquisita di Creative), ma anche dei più diffusi dispositivi di ascolto, tra cui molti modelli di Sennheiser, Hifiman, Beyerdynamic, Sony, Shure, Audio-Technica, Massdrop e Apple.

Ci sono poi due profili generici per le cuffie circumaurali e in-ear non incluse nella lista. I profili personalizzati per le diverse cuffie sono fatti molto bene e spesso non richiedono di agire ulteriormente sull’equalizzazione.

Come dicevo, ormai porto il piccolo SX-FI AMP sempre con me. Ha brillantemente risolto il problema della scarsa qualità audio e soprattutto della scarsissima potenza nel pilotare cuffie di qualità del telefono che utilizzo, un BlackBerry Key 2. Lo utilizzo anche in questo momento come DAC esterno attaccato al portatile, sfruttando tutta la mia collezione di cuffie (maledetta sia eBay e l’acquisto compulsivo che genera, oltre ad Amazon quando passo dagli USA): Hifiman HE400i, Beyerdynamic Custum Street Pro, E-MU Teak, Sennheiser HD 598 e HD 700 (oltre a HD 515, HD 570 e HD 590), Audioquest Nighthawk Wood, oltre a una discreta gamma di auricolari in-ear.

Tutte le cuffie vengono pilotate senza problemi, offrendo una dinamica che generalmente le schede audio integrate di PC, notebook e soprattutto cellulari non riescono a regalare. Anche solo per le sue funzioni di DAC/AMP esterno SX-FI AMP vale i 129,99€ del prezzo attuale sul sito Creative. Devo dire che resto tuttora deluso dalla resa della virtualizzazione Super X-FI per l’ascolto di file musicali: effettivamente il suono sembra provenire dall’esterno e non dai driver delle cuffie, ma sembra di trovarsi in fondo alla sala di un club con un’acustica discutibile, con suoni che si sentono un po’ in lontananza, con molti rimbombi.

Per gli album in studio l’utilizzo è praticamente impossibile, mentre può andare bene per alcune performance live, ad esempio quelle jazz o di musica classica. A essere sinceri regala a un album come Garage Inc. dei Metallica quel tocco ulteriormente trash che è quasi piacevole. Rende bene sui brani al pianoforte e in generale dove non si accavallano troppi strumenti, frangente in cui invece l’effetto ‘tavolo in fondo al club vicino all’uscita’ è preponderante. Un video come quello in cui Rick Wakeman suona la sua versione di Eleanor Rigby dell’album Piano Portrais dal vivo nella Lincoln Cathedral, rende decisamente bene l’atmosfera dell’esecuzione dal vivo, soprattutto con quelle cuffie che nativamente non offrono una scena sonora molto ampia.

Discorso diverso per altri tipi di contenuti audio. Per quelli cinematografici l’effetto è interessante: l’esperienza audio è molto simile a quella che si ha in sala, con supporto pieno e ben fatto alle sorgenti 5.1 e 7.1. I discorsi del sergente Hartman assumono tutt’altra atmosfera rispetto al classico ascolto in cuffia (ad esempio guardando Full Metal Jacket in streaming in mobilità) e discorso simile per le scene di guerra sul campo. Buona la resa anche sulle serie TV.

A livello di interfaccia il prodotto è ben studiato e offre comandi diretti per il volume, per avviare e fermare la musica e per attivare la tecnologia di olografia audio personalizzata SX-FI. Un piccolo LED informa dello stato del sistema: arancione in funzionamento, verde SX-FI attivata e rosso in scrittura dei dati, come il caricamento del profilo personalizzato e di quello relativo ai diversi modelli di cuffie.

La recensione di Creative SX-FI AMP è stata anche una buona occasione per mettere alla prova cuffie e auricolari del produttore di Singapore. I risultati sono stati ampiamente sopra le aspettative anche in questo settore. Nel catalogo di Creative troviamo gli interessanti auricolari in-ear Aurvana Trio. Come è intuibile dal nome, si tratta di auricolari triple driver., in particolare con un woofer dinamico per i bassi e due armature bilanciate dedicate alla riproduzione dei toni medi e alti. Hanno un prezzo di listino di 149€, ma ultimamente sono stabilmente in offerta a 89€, un posizionamento che le rende molto interessanti, anche per il fatto di permettere l’uso di cavi intercambiabili su connettore standard MMCX.

Offrono un suono davvero ben equilibrato, con bassi ben presenti, alti definiti e medi chiari, soprattutto nella zona delle voci. Piccole e leggere offrono in confezione una custodia in tessuto, l’adattatore per lo spinotto doppio degli aerei, cavo con microfono e tre coppie di olive in silicone, per trovare il giusto posizionamento nel canale auricolare un buon isolamento dai rumori esterni, anche grazie al design proprietario AuraSeal. Sono certificate Hi-Res e dichiarano risposta inn frequenze di 5 Hz – 40 kHz, con impedenza di 16 Ohm.

Mi hanno stupito le on-ear Aurvana SE: piccole e leggere, con un prezzo attualmente di soli 59€ e alla vista e al tatto un po’ plasticose e dal feeling ‘cheap’. Anche indossate mantegono uno po’ la stessa sensazione di materiali economici, con schiocchi e click quando vengono mosse. Dal punto di vista audio però sono di tutt’altra pasta e reggono benissimo il confronto anche con cuffie di maggiore caratura e di prezzi ben superiori. Sono cuffie molto dinamiche, ‘punchy’, con un’ottima resa sonora su tutto l’intervallo di frequenze. Entrambe hanno un profilo dedicato tra quelli selezionabili dall’app, che ne perfeziona la resa. Sono teoricamente sovraurali, ma per chi ha le orecchie piccole i padiglioni sono abbastanza grandi da non apporgiarci sopra e da esser quasi circumaurali.

In sintesi i prodotti Creative si guadagnano un posizione interessante ne panorama attuale. Il piccolo SX-FI AMP contando il mix tra potenza, dimensioni e prezzo non ha attualmente rivali che gli possano tenere testa nell’ambito dei piccoli DAC/AMP portatili, anzi tascabili. L’app coi profili personalizzabili e preimpostati delle cuffie lo completa al meglio. La tecnologia di olografia sonora deve invece fare ancora dei passi in avanti per essere pienamente utilizzabile e mantenere le promesse su tutti i tipi di contenuti, sebbene si giochi carte importanti se utilizzata in accoppiata a film e serie TV.