Le recenti decisioni dell’amministrazione USA hanno posto ancora più ostacoli alla cinese Huawei non solo nella vendita dei propri prodotti in territorio nord americano, ma anche nella possibilità di sviluppare e costruire questi prodotti per tutti i mercati globali.

Per ovviare a tali limitazioni Huawei sta cercando di percorrere vie che le permettano di costruire in modo completamente indipendente proprie soluzioni senza dover utilizzare, direttamente o indirettamente attraverso partner, della tecnologia sviluppata in territorio nord americano. Tutto questo è diventato ancor più urgente ora che le più recenti regolamentazioni dell’amministrazione Trump impediscono a Huawei di poter far costruire propri chip sviluppati dalla divisione HiSilicon al proprio storico partner TSMC.

Una indiscrezione emersa nelle scorse settimane riportava la volontà di Huawei di aprire una propria sede produttiva per costruire chip, basata su tecnologia produttiva a 45 nanometri. Si tratta di un processo disponibile sul mercato da lungo tempo, non adatto a prendere il posto di quelli molto pù sofisticati a 14, 12 e 7 nanometri che TSMC offre ai propri partner e che la stessa Huawei ha utilizzato per far costruire i propri chip.

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Una produzione a 45 nanometri sarebbe un primo passaggio per Huawei nel percorso di raggiungere una piena autonomia produttiva da tecnologia americana nella costruzione di semiconduttori. Si tratta di un mercato estremamente complesso e costoso, che richiede tempo per lo sviluppo e nel quale non è ipotizzabile di compiere balzi in avanti nei differenti nodi produttivi in tempi rapidi.

Non solo: stando a quanto indicato da Digitimes molti dipendenti di HiSilicon avrebbero lasciato il design team dell’azienda di Taiwan in considerazione proprio delle ricadute delle più recenti azioni del governo USA. Allo stato attuale dei fatti non è possibile per HiSilicon far produrre i propri chip a nessuna fonderia sufficientemene sviluppata per la cosa, in quanto questo violerebbe i termini dell’embargo USA. La cosa sarebbe superabile con una licenza speciale ma non sembra plausibile, vista l’evoluzione degli ultimi 15 mesi, che l’amministrazione Trump possa procedere in questa direzione.