Il Computex di Taipei, l’appuntamento per eccellenza in fatto di novità nel settore dei PC, sembra sempre più a forte rischio. La manifestazione non è ancora stata annullata o rimandata (l’ultima comunicazione ufficiale, prima di marzo, era rassicurante), ma la diffusione della pandemia di Coronavirus e le sempre più forti pressioni da parte delle aziende hi-tech taiwanesi ne mettono in dubbio il regolare svolgimento. È questo lo scenario che dipinge il quotidiano locale Digitimes.

D’altronde siamo a meno di tre mesi dalla manifestazione, che è un’importante vetrina per l’intera isola di Taiwan (come ogni fiera, l’indotto è importante) e gli espositori locali. Taiwan impedisce l’ingresso agli stranieri e richiede che tutti i residenti di ritorno sull’isola passino una quarantena di 14 giorni. Vi è poi da tenere in considerazione che molti stati, sia in Europa che negli Stati Uniti, non permettono di volare all’estero facilmente o affatto. Esibitori stranieri, stampa e semplici visitatori si ritroverebbero verosimilmente impossibilitati a recarsi a Taiwan, tanto che alcune aziende locali avrebbero deciso di non partecipare all’evento.

Il CES Asia 2020, che si doveva tenere in Cina tra il 10 e il 12 giugno, è già stato rimandato. Il Computex 2020 sarebbe solo l’ultimo di una serie di eventi hi-tech importanti, sia di categoria che privati, a essere rimandati a causa della pandemia di Coronavirus. È bene però ricordare che al momento gli organizzatori della fiera – il Taiwan External Trade Development Council (TAITRA) e la Taipei Compute Association (TCA) – non hanno ancora dichiarato se la manifestazione sarà posticipata. È bene ricordare che Taiwan registra solo 135 casi di infezione e due decessi, ed è uno dei paesi più virtuosi nel fronteggiare il pericolo del Coronavirus.