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DJI Zenmuse Serie H20 è l’ultima novità del produttore cinese nel campo della cattura delle immagini. Questa nuova serie punta su più sensori per realizzare una struttura ibrida (H nel nome sta per Hybrid) evolvendone quindi le capacità.

DJI Zenmuse Serie H20

In particolare DJI Zenmuse Serie H20 è stata pensata per fare coppia con il nuovo drone professionale DJI Matrice 300 RTK che è stato presentato proprio in contemporanea. Anche in questo caso quindi si punta al settore professionale e non quello consumer/ludico.

Con i nuovi sensori si potranno quindi svolgere al meglio applicazioni industriali e di pubblica sicurezza. Per garantire una maggiore resistenza, DJI Zenmuse Serie H20 è certificato con un grado di protezione IP44 in grado quindi di proteggere da schizzi d’acqua e polvere. Inoltre è possibile utilizzare il sistema da -20°C a +50°C.

Zenmuse H20: due i modelli disponibili

Non c’è un’unica versione ma due! Infatti troviamo il modello Zenmuse H20 che presenta un triplo sensore con fotocamera da 20 MPixel (CMOS 1/1.7″) dotata di zoom ottico ibrido 23x e capacità di ripresa 4K e 30 fps. La lunghezza focale equivalente nel formato 35 mm è pari a un range da 31,7 mm a 556,2 mm. L’apertura invece varia da f/2.8 a f/11 (modalità normale) a f/1.6 e f/11 (modalità notturna). Ci sono poi tre modalità di messa a fuoco MF, AF-C e AF-S con la velocità dell’otturatore elettronico che può variare da 1″ a 1/8000″. Il range ISO è 100-25600.

DJI fotocamere drone

C’è poi una fotocamera grandangolare da 12 MPixel e 1/2.3″ (FoV 82,9° e 24 mm di lunghezza focale) e un telemetro laser che copre distanze da 3 metri fino a 1200 metri. Sia la velocità dell’otturatore elettronico che il range ISO sono i medesimi della precedente.

La seconda opzione è il modello Zenmuse H20T. In questo caso i sensori sono quattro e oltre a quelli elencati sopra troviamo una termocamera radiometrica con risoluzione di 640 x 512 pixel e in grado di catturare video a 30 fps. La termocamera può visualizzare la temperatura di un singolo punto o di un’area più estesa.

DJI, per riuscire a dare uno strumento completo ma anche utilizzabile ai professionisti, ha rivisto l’interfaccia utente dell’app DJI Pilot. Questo perché avendo a che fare con più sensori sarebbe potuto diventare complicato gestirli correttamente. Ora è possibile con un tocco passare da una fotocamera all’altra mentre è disponibile anche una funzione simile al PiP per mostrare ciò che vedono le altre fotocamere (come lo zoom o la termocamera) mentre si utilizza il sensore principale. Per avere immagini di maggiore qualità non manca la stabilizzazione dell’immagine attiva e l’EIS.

dji

La cattura delle immagini è semplificata con una sola pressione. Si possono così salvare video o foto da tre fotocamere contemporaneamente (al massimo) così da svolgere una singola operazione ma avendo a disposizione più riprese. Non manca la modalità notturna che consente di esaltare i dettagli (anche se solo in bianco e nero).

Attualmente l’unico drone che viene segnalato come compatibile è proprio il Matrice 300 RTK del quale abbiamo parlato in apertura. Non è comunque escluso che prossimamente questa lista sarà più ampia.

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