Durante l’attuale emergenza sanitaria, molti italiani hanno trasferito l’attività lavorativa nella propria abitazione, portando con sé i file necessari. Come diretta conseguenza, molte informazioni sensibili escono dai confini dell’azienda per essere trasferite sui PC personali degli utenti, quelli collegati alla rete casalinga, esponendo gli stessi dati a potenziali rischi.

Sono i drive USB i principali dispositivi scelti per l’archiviazione dei dati aziendali, dispositivi che tuttavia vengono facilmente smarriti o compromessi in maniera irrimediabile. Kingston ci parla dunque dei vantaggi e, soprattutto, dei rischi legati all’utilizzo dei drive USB.

Kingston: il 50% dei drive USB viene perso dal proprietario

Stando a una ricerca effettuata da Kingston – uno dei principali produttori di schede di memoria a livello globale – sono davvero numerosi i modi in cui i drive USB possono diventare un pericolo per la sicurezza dei dati.

I numeri parlano chiaro: il 50% dei dispositivi viene smarrito dal legittimo proprietario, con più di 22.000 drive USB che finiscono persino in lavatrice, dopo essere stati dimenticati in qualche tasca dei pantaloni o della giacca. Nel 40% dei casi non si ha semplicemente idea di che fine abbia fatto la chiavetta smarrita, mentre il 48% delle persone che ritrovano un drive USB lo collega ad un device e apre almeno un file al suo interno. Da non sottovalutare neanche il rischio di furto, con il 10% delle unità rubato.

kingston usb

Le percentuali appena elencate evidenziano un quadro alquanto preoccupante per la sicurezza dei dati. Va inoltre considerato che la maggior parte delle aziende (il 71%) utilizza più di cinque unità USB per le attività interne e, nel 24% dei casi, i dati custoditi dai dipendenti sono dati sensibili: il rischio che si verifichi un data breach non è da sottovalutare. In un’azienda su due, i drive USB contenenti tali informazioni sono scomparsi almeno una volta.

Nel suo report, Kingston cita un eclatante episodio risalente al 2017. Siamo in Gran Bretagna, dove un uomo ha ritrovato una chiavetta USB mentre passeggiava: dopo aver collegato il drive al proprio computer, i 76 file scovati erano connessi alla sicurezza della regina Elisabetta e dell’aeroporto londinese di Heathrow.

Storage USB e sicurezza: il ruolo della crittografia

Molte organizzazioni sono consapevoli dei rischi connessi alla sicurezza dei drive USB, ma altrettante continuano a sottovalutare le suddette problematiche. Mentre l’80% delle organizzazioni ha già implementato regole specifiche in merito all’utilizzo delle unità di archiviazione, meno del 20% delle stesse organizzazioni prevede l’obbligo di utilizzo di drive dotati di crittografia.

Questi ultimi rappresentano, a tutti gli effetti, la soluzione più semplice ed efficace per proteggere i propri dati. Accedere a drive dotati di crittografia è impossibile per chi non conosce la password; a questo si aggiungono utili funzioni avanzate di gestione remota. Compito delle aziende – e, in particolare, degli operatori IT – è dunque quello di sensibilizzare i dipendenti al, fine di implementare le policy adeguate e di adottare unità USB crittografate.

“In alcune professioni e ambiti, l’utilizzo di drive USB è pressoché imprescindibile”, afferma Stefania Prando, Business Development di Kingston Technology. Prando aggiunge: “Al fine di evitare eventuali data breach e conseguenti danni alle aziende, piuttosto che eliminarne completamente la presenza o eleggere all’uso solo specifici individui, la soluzione che noi di Kingston proponiamo è quella di affidarsi alle unità crittografate. Affidabili e sicure, garantiscono tutti i vantaggi di un drive USB e, al contempo, azzerano i rischi per la sicurezza”.