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Creative Aurvana Trio Wireless, cuffie a triplo driver Bluetooth

Creative Aurvana Trio Wireless, cuffie a triplo driver Bluetooth

Negli ultimi tempi Creative ha messo sul piatto prodotti molto interessanti. Andando un po’ indietro con il tempo tra essi troviamo anche le cuffie Aurvana Trio, auricolari in-ear a triplo driver. A partire da quella base Creative sta proponendo nuovi prodotti: recentemente abbiamo parlato delle Creative SXFI TRIO, cuffie USB-C triple driver in-ear con Super X-Fi, mentre la novità di oggi è rappresentata dalle nuove Creative Aurvana Trio Wireless.

La base è la stessa, con un driver dinamico in biocellulosa e due armature bilanciate, declinata però in versione senza fili con archetto morbido in silicone. Aurvana Trio Wireless sfrutta connettività Bluetooth 5.0, con codec aptX Low Latency, aptX HD e AAC per offrire un audio a bassa latenza.

Si tratta di cuffie Super X-Fi READY, che possono sfruttare la tecnologia olografica di spazialità e tridimensionalità sonora quando la musica viene riprodotta all’interno dell’app SXFI, dopo aver creato il proprio profilo sonoro con due foto alle orecchie e una al volto.

Punto di forza è la connettività multi-point, che consente di associare Aurvana Trio Wireless a due dispositivi contemporaneamente, funzionalità molto comoda per chi si alterna tra smartphone e laptop. A livello di autonomia Creative dichiara 20 ore per carica, permettendo così più di un’intera giornata di utilizzo.

Aurvana Trio Wireless è disponibile al prezzo di €99,99 su Creative.com.

Windows 10: un bug della nuova build 2004 fa smettere di funzionare internet. Come risolvere

Windows 10: un bug della nuova build 2004 fa smettere di funzionare internet. Come risolvere

Windows 10 con la nuova release 2004 sembra dare seri problemi agli utenti che l’hanno installata a causa dell’impossibilità di accedere ad internet improvvisamente. Avevamo visto proprio pochi giorni fa il problema sopraggiunto con la Patch Tuesday di Luglio 2020 che una volta rilasciata faceva sparire improvvisamente sia Paint che il Blocco Note e che con fatica gli utenti potevano reinstallare. Ora arriva anche questo grave bug che non permette la connessione ad internet con nessun tipo di sistema.

Windows 10: ecco come cercare di ripristinare la connessione

Il problema che molti utenti stanno segnalando dopo aver installato la Build 2004 sul proprio PC con Windows 10 riguarda l’impossibilità improvvisa di connettersi ad internet. In questo caso per molti utenti compare il famoso triangolo giallo nella barra delle applicazioni che sappiamo va a segnalare in pratica il non accesso ad internet. In questo caso quello che sembra scoraggiare gli utenti è l’impossibilità di far ripartire il tutto anche dopo un riavvio del PC.

Secondo infatti molti utenti che scrivono sulla community ufficiale di Microsoft, anche dopo il riavvio del PC o laptop, il problema persiste. Il device non permette la connessione nemmeno dopo aver riavviato il router e addirittura reinstallato l’adattatore wireless di Rete. Oltretutto sembra che il problema possa non riguardare la totale connessione ma in alcuni casi una situazione parziale con alcune applicazioni che non ne vogliono sapere di navigare ed altre come il browser web che invece garantiscono un normale collegamento.

Microsoft è a conoscenza del problema e sta cercando di risolvere per tutti coloro che non riescono a navigare o addirittura a connettersi proprio con la rete. In attesa però che il fix arrivi dalla casa madre è possibile tentare questa guida di ripristino che sembra funzionare a molti anche se non proprio a tutti. Ecco i passaggi da effettuare:

  • Accedere alla ricerca di Windows
  • Ricercare l’editor di registro
  • Entrare in HKEY_LOCAL_MACHINE SYSTEM CurrentControlSet Services NlaSvc Parameters Internet
  • Modificare ”EnableActivePobing” impostando il valore da ”0” ad ”1”
  • Cliccare su OK chiudendo il registro
  • Riavviare il computer

Fatti questi passaggi il PC una volta riavviato dovrebbe permettere la connessione ad internet trovando come sempre il router e dunque la rete. Una procedura che per molti potrebbe funzionare mentre per altri invece potrebbe dare ancora qualche problema e in quel caso l’unica alternativa al momento è quella di attendere un fix da parte di Microsoft che non dovrebbe tardare.

Ingegnosa la bicicletta ”ecologica” che può raggiungere i 150 km/h con il motore della lavatrice

Ingegnosa la bicicletta ”ecologica” che può raggiungere i 150 km/h con il motore della lavatrice

Il 2020 non è solo l’anno della pandemia da Coronavirus ma anche del bonus mobilità che proprio per combattere lo stallo del lockdown da COVID-19 sta permettendo a molti italiani di acquistare a sconto o con possibilità di rimborso bici e monopattini elettrici. In tutto questo però c’è chi usa ancora le vecchie e classiche biciclette o anche chi si ingegna per trasformarle in bici elettriche magari anche ”super dotate” visto che la ”The Spin Cycle” inventata da un utente greco di Reddit può raggiungere addirittura i 150 km/h grazie all’utilizzo del motore della lavatrice ed una batteria.

The Spin Cycle: la bicicletta che va veloce come una moto

L’utente in questione si è denominato su Reddit come Jimminecraftguy, ma tralasciando il suo nickname, quello che di curioso ha realizzato è una bicicletta classica capace di raggiungere i 150 km/h grazie all’utilizzo di una batteria ma anche di un motore che solitamente viene usato nelle lavatrice. In questo caso la ”The Spin Cycle”, così l’ha chiamata il fantasioso utente greco, che lo diciamo subito non è assolutamente legale e non può transitare sulle strade visto che va contro il codice della strada, è stata costruita partendo da una semplice ed innocua bicicletta a cui è stato aggiunto un motore di una vecchia lavatrice accoppiando anche una batteria, facendola divenire una bici pseudo-elettrica.


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Come si può osservare dalla foto pubblicata sul social network, la bicicletta elettrica possiede il motore della lavatrice al di sotto della della canna principale con un collegamento alla catena della bici sopra la corona. Chiaramente per fornire energia alla bicicletta c’è stato il bisogno di installare una batteria che collegata a tutto il meccanismo ha permesso di far funzionare il tutto senza problemi. E il risultato è quello di poter permettere alla bicicletta di raggiungere addirittura i 150 km/h di velocità massima.

Palese che la bicicletta possa raggiungere una velocità di questa portata visto che i motori delle lavatrici possono superare anche i 1000 Watt di potenza e a confronto una moderna bicicletta elettrica al massimo può, secondo le leggi italiane, raggiungere i 250 Watt. Una chicca che il suo creatore ha voluto far rimanere tale visto che ha deciso di abbassare la potenza rendendo possibile realmente di andare a 65 km/h: un video lo ritrae proprio alla guida della ”The Spin Cycle” nelle strade della sua città.

Il progetto non è chiaramente passato inosservato su Reddit dove gli utenti che hanno seguito il post si sono ritrovati a complimentarsi con il creatore soprattutto per l’idea che nessuno fino ad ora aveva mai avuto o messo in pratica. Alcuni hanno equiparato la ”The Spin Cycle” alla DeLorean del film Ritorno al futuro. Oltretutto sembra che l’utente non abbia ancora concluso il suo fantasioso progetto visto che dopo aver bruciato due batterie ha intenzione di modificare la bicicletta e il suo impianto di generazione oltre a darle un aspetto estetico più originale.

Piattaforma elettrica Volkswagen per il SUV da 30 mila dollari di Fisker

Piattaforma elettrica Volkswagen per il SUV da 30 mila dollari di Fisker

Henry Fisker ora sembra intenzionato a usare la piattaforma elettrica MEB di Volkswagen per portare a termine il suo progetto di lungo corso, il SUV elettrico Fisker Ocean. Parliamo del designer di origine danese che ha progettato la BMW Z8 e le Aston Martin DB9 e V8 Vantage. Fisker nel 2007 ha fondato la casa automobilistica Fisker Automotive e da quel momento ha portato avanti degli studi di fattibilità su un SUV elettrico meno costoso dei rivali di Tesla, con cui ha collaborato per qualche mese nel 2007.

Negli ultimi anni ha presentato vari prototipi, senza però riuscire a lanciare alcun veicolo sul mercato. L’ultimo di questi tentativi è Fisker Ocean, che dovrebbe beneficiare degli studi precedenti e garantire un’autonomia di 400 chilometri con una singola carica. Recentemente Fisker ha ottenuto un round di finanziamento da 50 milioni di dollari e raggiunto un accordo con Spartan Energy Acquisition Corp che dovrebbe consentirgli di quotare in Borsa la sua azienda.

Fisker

Le due operazioni dovrebbero consentire a Fisker di entrare in possesso della liquidità per il lancio sul mercato. “Indicatemi un SUV di lusso, benzina o elettrico, che costi solo $ 29.999” ha scritto su Twitter. “È possibile solo con il nostro modello di business, che si basa sulla piattaforma elettrica MEB e su un processo di sviluppo proprietario. Solo $ 250 per prenotare un esemplare”.

L’imprenditore danese sembra aver cambiato idea rispetto a certe dichiarazioni del passato, quando affermava che la principale specializzazione della sua startup erano le batterie allo stato solido. Prometteva grazie a esse un’autonomia fino a 500 chilometri con ricariche di un minuto.

Il passaggio alla piattaforma Volkswagen sembra però sancire la fine del progetto, perché il nuovo SUV beneficerebbe del sistema di alimentazione elettrica della piattaforma MEB, utilizzata da alcuni dei veicoli elettrici più promettenti come le future ID.3 e il crossover elettrico ID.4.

Fisker

Presentato ufficialmente al CES 2020, Ocean è lungo 4,64 metri, con trazione posteriore o integrale, potenza fino a 225 kW (305 cavalli) e batteria fino a 80 kWh di capacità. All’agenzia britannica Reuters Henrik Fisker ha dichiarato che “non è un’idea molto intelligente, per una startup, provare a costruire la propria fabbrica. Stiamo usando il modello Apple: qualcun altro costruisce i loro smartphone”.

Sharkoon Light² 100, mouse gaming RGB entry-level da soli 78 g di peso

Sharkoon Light² 100, mouse gaming RGB entry-level da soli 78 g di peso

Sharkoon annuncia una nuova periferica della serie Light², precisamente il mouse gaming Light² 100 proposto per ricoprire la prima fascia di mercato offrendo comunque valide caratteristiche tecniche e costruttive per una più che buona esperienza di utilizzo e gioco.

Da come si può intuire dal nome della serie, anche questo mouse punta sul peso contenuto: leggermente più pesante del fratello Light² 200, questo modello ferma l’ago della bilancia a soli 78 g mantenendo comunque dimensioni pari a 120x66x42 mm ed una scocca chiusa leggermente asimmetrica, pensata per utenti destrorsi e atta a garantire un comfort di utilizzo sia per mani grandi sia per mani piccole e differenti tipi di impugnatura.

La parte hardware di questo mouse si basa su un sensore Pixart 3325 da massimo 5.000 DPI, 6 pulsanti tutti completamente programmabili, dei quali i due principali realizzati con switch Omron garantiti per minimo 20 milioni di attuazioni. Sotto la scocca troviamo invece due ampi piedini realizzati in PTFE ed il selettore del polling rate settabile a 125, 500 o 1.000 Hz.

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Il mouse risulta avere connessione tramite cavo USB da 1,8 m dotato di guaina protettiva in tessuto ed illuminazione RGB distinta su tre zone personalizzabili singolarmente: logo Light, bordo nella parte posteriore del mouse e rotella di scorrimento, configurabili anche per indicare la modalità DPI in uso.

Il mouse Sharkoon Light² 100 è stato presentato al prezzo di listino di 24,99 € ma in rete attualmente lo si trova in rete ad una cifra superiore e non di poco; per maggiori immagini e dettagli a riguardo vi invitiamo a visitare la pagina dedicata a questa periferica.

Samsung guarda al futuro della connettività: 6G potrebbe arrivare nel 202

Samsung guarda al futuro della connettività: 6G potrebbe arrivare nel 202

Il tema delle connessioni 5G sta suscitando dibattiti e prese di posizione su più fronti, mentre i produttori di smartphone si affrettano a presentare nuovi modelli dotati di supporto alle reti di nuova generazione e i carrier telefonici ad espandere la copertura del segnale 5G.

Samsung vuole porre le basi per lo sviluppo futuro delle connessioni dati con un white paper incentrato sulla tecnologia 6G, quella che nelle previsioni dell’azienda diventerà una realtà disponibile agli utenti non prima del 2028.

E’ Samsung Research, la divisione interna dell’azienda impegnata nello sviluppo dei prodotti del futuro e delle tecnologie a queste abbinate, che a maggio dello scorso anno ha fondato il proprio Advanced Communications Research Center proprio con la finalità di definire le basi degli standard che verranno.

Del resto e circa ogni 10 anni che il settore delle telecomunicazioni registra il debutto di una importante novità a livello infrastrutturale: da questo una definizione dello standard con iniziale commercializzazione prevista non prima del 2028, con diffusione di massa sul mercato di device e infrastruttura 6G attorno al 2030. In quell’anno, secondo le stime di Samsung, saranno presenti sulla terra circa 500 miliardi di dispositivi connessi a fronte di una popolazione che si stima sarà di 8,5 miliardi di persone: un rapporto quindi di 59/1.

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Samsung ha definito 3 categorie che devono essere poste al centro dello sviluppo della tecnologia 6G. La prima è ovviamente legata alle prestazioni, con un target di riferimento di 1.000 Gbps con una latenza di 100 microsecondi: nel confronto con le connessioni 5G si tratta di valori 50 volte superiori come picco di bandwidth e di 1/10 in termini di latenza.

Un secondo ambito di sviluppo per il 6G è legato alla necessità di superare i limiti di capacità di elaborazione propri dei device mobile, piccoli per loro natura, implementando da subito tecnologie di intelligenza artificiale lasciando spazio a nuove funzionalità che lo sviluppo dei sistemi di trasmissione potrebbero nel frattempo essere rese disponibili. Ultimo ma non meno importante è il tema della sicurezza delle trasmissioni e della riservatezza dei dati, pensando in particolare alla gestione di dati personali degli utenti e all’intervento dell’intelligenza artificiale.